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martedì 28 aprile 2015

LETTURE DI MARTEDÌ




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28 aprile 2015

IV Settimana del Tempo di Pasqua

MADONNA DELLA CASTAGNA

Bergamo – 28 aprile 1310 – Un’apparizione attestata da un atto notarile e da una lettera indirizzata a Re Lodovico, per confermare la richiesta della Madonna della Castagna, di costruire una chiesa in suo onore. La storia dell’apparizione e la nascita del santuario.

montfortS. LUIGI M. GRIGNION de MONTFORT

sacerdote fondatore (1673-1716) 28 aprile – Luigi Maria porta i suoi verso Maria, per condurli più facilmente a Gesù. «Vi sono diverse devozioni a MariaLa prima consiste nel compiere i doveri di cristiano…, la seconda consiste nel nutrire per la Madonna sentimenti di stima, amore e confidenza… la terza… consiste nel darsi a Maria in una dipendenza totale ispirata dall’amore… e per Suo mezzo a Gesù. » La storia, la video-storia e altri video.

Santa Gianna Beretta Molla

santa_gianna_beretta_mollamamma coraggio (1922-1962) 28 aprile – Gianna Beretta Molla era una madre, straordinaria nell’ordinario. Non solo perchè ha preferito salvare la vita della sua nascitura perdendo la sua, ma per un modo di vivere che l’aveva avvicinata al cielo ancor prima di quel tragico 28 aprile. La storia, i video, i commenti, le testimonianze e il miracolo per la sua canonizzazione.
“Rallegriamoci ed esultiamo, diamo gloria a Dio, perché il Signore ha preso possesso del suo regno, il nostro Dio, l’Onnipotente. Alleluia.”


PREGHIERA DEL MATTINO

Dio Padre onnipotente, che ci dai la grazia di celebrare il mistero della risurrezione del Tuo Figlio, concedi a noi di testimoniare con la vita la gioia di essere salvati. Per Cristo nostro Signore. Amen.
In quei giorni, quelli che si erano dispersi a causa della persecuzione scoppiata a motivo di Stefano erano arrivati fino alla Fenicia, a Cipro e ad Antiòchia e non proclamavano la Parola 
san_barnaba 

PRIMA LETTURA

At 11, 19-26 – Dagli Atti degli Apostoli
a nessuno fuorché ai Giudei. Ma alcuni di loro, gente di Cipro e di Cirène, giunti ad Antiòchia, cominciarono a parlare anche ai Greci, annunciando che Gesù è il Signore. E la mano del Signore era con loro e così un grande numero credette e si convertì al Signore.Questa notizia giunse agli orecchi della Chiesa di Gerusalemme, e mandarono Bàrnaba ad Antiòchia. Quando questi giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò ed esortava tutti a restare, con cuore risoluto, fedeli al Signore, da uomo virtuoso qual era e pieno di Spirito Santo e di fede. E una folla considerevole fu aggiunta al Signore. Bàrnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Sàulo: lo trovò e lo condusse ad Antiòchia. Rimasero insieme un anno intero in quella Chiesa e istruirono molta gente. Ad Antiòchia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani.
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal.86
popoli2RIT: Genti tutte, lodate il Signore.
Sui monti santi egli l’ha fondata; il Signore ama le porte di Sion più di tutte le dimore di Giacobbe. Di te si dicono cose gloriose, città di Dio! RIT
Iscriverò Raab e Babilonia fra quelli che mi riconoscono; ecco Filistea, Tiro ed Etiopia: là costui è nato. Si dirà di Sion: «L’uno e l’altro in essa sono nati e lui, l’Altissimo, la mantiene salda». RIT
Il Signore registrerà nel libro dei popoli: «Là costui è nato». E danzando canteranno: «Sono in te tutte le mie sorgenti». RIT

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.
Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore, e io le conosco ed esse mi seguono.
Alleluia.

VANGELO

Gv 10, 22-30 – Dal Vangelo secondo Giovanni
insegna sinagogaRicorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di  
Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».
Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo

COMMENTO

 Io e il Padre siamo una cosa sola
insegna fariseiGesù passeggiava nel tempio e i giudei gli si fecero incontro e gli dissero: “Fino a quando terrai l’animo nostro sospeso? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente”. Essi vogliono proprio sapere se il Cristo è colui che dice di essere. La richiesta sembra più che pertinente, ma dalla risposta di Gesù appare una trovata abbastanza provocatoria. “Ve l’ho detto e non credete, voi in ogni caso non credete, perché non siete mie pecore; le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono”. Ecco la motivazione di fondo per cui la loro sete di sapere, che sembrava così sincera, ha sapore di falsità. Perché essi non vogliono credere? Eppure avrebbero dovuto accogliere la sua testimonianza: le opere che Gesù ha compiuto e compie nel nome del Padre suo, gli danno questa credibilità inconfondibile. Ma non credono! Giocano purtroppo sulla impossibilità di credere, perché non accettano che Egli sia Dio: “Io e il Padre siamo una cosa sola” anzi proprio questa solenne affermazione per loro sarebbe la motivazione più forte per discreditarlo davanti al popolo e mandarlo a morte. Sono stati numerosi questi attentati alla sua persona, finché ci riusciranno. Ma sarà egli stesso a consegnarsi: essendo giunta l’Ora stabilita dal Padre. Proprio come noi, quando accumuliamo motivazioni su motivazioni per giustificarci e per non volere capire che a Dio si accede non attraverso la risposta ai tanti nostri problemi, ma attraverso l’adesione del nostro cuore. Diventano discepoli del Signore solo coloro che ascoltano la sua voce e lo seguono fedelmente. Ritorna così il discorso sul legame intimo fra il buon Pastore e le sue pecore, ma con una ulteriore precisazione. Là si parlava di ladri e di briganti, con la minaccia che le pecore potessero essere sottratte al buon Pastore. Qui invece Gesù afferma: “nessuno può rapirle dalle mani del Padre mio”. Siamo stati consegnati dal Padre al Figlio e, siamo stati consegnati dal Figlio al Padre, non come un rimando di responsabilità, ma come comunione di accoglienza in quell’unico amore per il quale siamo generati per l’eterna Vita, ora e per sempre. ( dai Monaci Benedettini Silvestrini su http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20130423.shtml )

PREGHIERA DELLA SERA

occhi (2)In virtù del nome di cristiani, che ci identifica come seguaci di Cristo al di là di ogni barriera nazionale o culturale, ci possiamo rivolgere a Te o Padre in una preghiera veramente universale, e con fede ti chiediamo di convertire tutti popoli della Terra.  In cambio Ti affidiamo, le gioie e le fatiche, le rinunce e gli atti di carità che siamo riusciti a fare in questo giorno e Ti ringraziamo con tutto il cuore per tutto quello fai per noi e ci dai ogni giorno. O Dio, che attraverso la missione ai pagani hai fatto riscoprire ai credenti l’originalità del loro nome di cristiani, concedi che una rinnovata coscienza missionaria ci apra a nuove esperienze di vita evangelica. Per Cristo nostro Signore. Amen.

da | http://blog.studenti.it/biscobreak/2015/04/letture-di-martedi-28-aprile-2015/

lunedì 27 aprile 2015

LETTURE DI LUNEDÌ




Madonna di Montserrat2

27 aprile 2015

IV Settimana del Tempo di Pasqua

MADONNA DI MONTSERRAT

Spagna – 27 aprile – La Madonna di Monteserrat detta “La Moreneta”, sembra sia stata scolpita direttamente da San Luca e affidata poi a San Pietro. Davanti a lei si convertirono tante anime e tra queste anche quella di Sant’Ignazio di Loyola.  C’è anche chi afferma che l’abazia di Monteserrat abbia ospitato il Santo Graal.

vergine (ca. 1218-1278) 27 aprile – A Lucca grande festa per la loro patrona! Santa Zita è  la  serva  di  casa,  umile e ubbidiente, che moltiplica quel che riesce a risparmiare per darlo ai poveri, che con la sua pazienza e dedizione riesce a cambiare il cuore di chi inizialmente la criticava.
Cristo risorto più non muore, la morte non ha più potere su di lui. Alleluia.

PREGHIERA DEL MATTINO

O Dio, che nell’umiliazione del tuo Figlio hai risollevato il mondo dalla sua caduta, donaci la santa gioia pasquale, perché, liberi dall’oppressione della colpa, partecipiamo alla felicità eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Prima Lettura

At 11, 1-18 – Dagli Atti degli Apostoli
visione di san pietroIn quei giorni, gli apostoli e i fratelli che stavano in Giudea vennero a sapere che anche i pagani avevano accolto la parola di Dio. E, quando Pietro salì a Gerusalemme, i fedeli circoncisi lo rimproveravano dicendo: «Sei entrato in casa di uomini non circoncisi e hai mangiato insieme con loro!».
Allora Pietro cominciò a raccontare loro, con ordine, dicendo: «Mi trovavo in preghiera nella città di Giaffa e in estasi ebbi una visione: un oggetto che scendeva dal cielo, simile a una grande tovaglia, calata per i quattro capi, e che giunse fino a me. Fissandola con attenzione, osservai e vidi in essa quadrupedi della terra, fiere, rettili e uccelli del cielo. Sentii anche una voce che mi diceva: “Coraggio, Pietro, uccidi e mangia!”. Io dissi: “Non sia mai, Signore, perché nulla di profano o di impuro è mai entrato nella mia bocca”. Nuovamente la voce dal cielo riprese: “Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo profano”. Questo accadde per tre volte e poi tutto fu tirato su di nuovo nel cielo. Ed ecco, in quell’istante, tre uomini si presentarono alla casa dove eravamo, mandati da Cesarèa a cercarmi. Lo Spirito mi disse di andare con loro senza esitare. Vennero con me anche questi sei fratelli ed entrammo in casa di quell’uomo. Egli ci raccontò come avesse visto l’angelo presentarsi in casa sua e dirgli: “Manda qualcuno a Giaffa e fa’ venire Simone, detto Pietro; egli ti dirà cose per le quali sarai salvato tu con tutta la tua famiglia”. Avevo appena cominciato a parlare quando lo Spirito Santo discese su di loro, come in principio era disceso su di noi. Mi ricordai allora di quella parola del Signore che diceva: “Giovanni battezzò con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo”. Se dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato a noi, per aver creduto nel Signore Gesù Cristo, chi ero io per porre impedimento a Dio?».
All’udire questo si calmarono e cominciarono a glorificare Dio dicendo: «Dunque anche ai pagani Dio ha concesso che si convertano perché abbiano la vita!».

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal.41-42
cerva 
RIT: L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente.
Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio. L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio? RIT
Manda la tua luce e la tua verità: siano esse a guidarmi, mi conducano alla tua santa montagna, alla tua dimora. RIT
Verrò all’altare di Dio, a Dio, mia gioiosa esultanza. A te canterò sulla cetra, Dio, Dio mio. RIT

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.
Io sono il buon pastore, dice il Signore; conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.
Alleluia.

VANGELO

Gv 10, 1-10 – Dal Vangelo secondo Giovanni
pastore17In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un l
adro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

COMMENTO

L’amore gratuito di Cristo
pastore16Gesù si presenta come il vero ed unico Pastore, colui, cioè, che dona tutto se stesso per le sue pecore. Il verbo offrire ripetuto da Gesù tante volte, esprime con forza la sua missione redentiva di amore per tutta l
’umanità. La passione e la morte di Gesù sulla croce, ma non solo, tutta la sua vita, le sue parole, i miracoli, i suoi gesti misteriosi e indimenticabili sono un’offerta continua. Offrire significa donare, cioè privarsi di qualche cosa, Gesù «svuotò se stesso» (Fil 2,7) interamente. L’amore di Cristo ci spinge non solo ad accogliere il dono della vita nuova ed eterna che Egli ci fa’, ma anche ad offrire noi stessi insieme con Lui. «Accetta con benevolenza o Signore l’offerta che ti presentiamo noi tuoi ministri e tutta la tua famiglia: disponi nella pace i nostri giorni, salvaci dalla dannazione eterna e accoglici nel gregge degli eletti». (Preghiera eucaristica prima). Il Sacrificio Eucaristico ci unisce intimamente a questa offerta, e ce ne fa comprendere il senso. Ormai non siamo soli, ma c’è Lui, il Pastore Grande delle pecore, a soffrire, a gioire, a pregare, ad offrire, con noi e con tutta la Chiesa, ogni giorno. Avendo visto lo stesso Pastore farsi Agnello immolato per nostro amore, cresceremo nella conoscenza intima di Lui, ci nutriremo di Lui che ci renderà forti per vivere da redenti e capaci di subire, se necessario, la medesima sorte. Le parole del Buon Pastore sono un chiaro invito a liberarci dalle nostre paure e ad andargli incontro con gioia nella certezza di essere intimamente conosciuti, amati e salvati dal Signore.(Omelia dei Monaci Benedettini Silvestrini su lachiesa.it)

PREGHIERA DELLA SERA

buonpastore45 
O Signore, mandaci i Tuoi apostoli. In cambio Ti affidiamo, le gioie e le fatiche, le rinunce e gli atti di carità che siamo riusciti a fare in questo giorno e Ti ringraziamo con tutto il cuore per tutto quello che fai per noi e ci dai ogni giorno. O Dio misericordioso, che non consideri profano tutto quello che hai purificato, fà che accogliamo i doni del Tuo Spirito attraverso tutte le vie che predisponi nella Tua provvidenza, senza alcuna chiusura o impedimento. Per Cristo nostro Signore. Amen.




da |  http://blog.studenti.it/biscobreak/2015/04/letture-di-lunedi-27-aprile-2015/

domenica 26 aprile 2015

LETTURE DI DOMENICA

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26 aprile 2015

IV Domenica del Tempo di Pasqua

MADONNA DELLE GALLINE

(Pagani – Salerno – Italia) 1609 – Si dice che le galline più belle di Pagani ogni domenica dopo Pasqua raggiungano volontariamente il Santuario di via Striani al centro della città, è così che ha inizio la Festa della Madonna delle Galline. La storia di questa curiosa devozione e un video.

Padre Giovanni Battista Piamarta 

San Giovanni Battista Piamarta

Sacerdote (1841-1913) 26 aprile – Nella celebrazione della Santa Messa «si trasfigurava»: è una testimonianza frequentissima. Ardente sostenitore della devozione al Sacro Cuore e un «innamorato della Vergine Maria», specie della Immacolata Concezione, fu soprannominato “don Argento vivo”. La storia, il video-racconto, la preghiera e il film in spagnolo.
Della bontà del Signore è piena la terra; la sua parola ha creato i cieli. Alleluia. 

PREGHIERA DEL MATTINO

Dio onnipotente e misericordioso, guidaci al possesso della gioia eterna, perché l’umile gregge dei tuoi fedeli giunga con sicurezza accanto a te, dove lo ha preceduto Cristo, suo pastore. Egli è Dio…

PRIMA LETTURA

At 4, 8-12 – Dagli Atti degli Apostoli
pietra d'angolo 
In quei giorni, Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro:
«Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato. Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo. In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati».

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal.117
RIT: La pietra scartata dai costruttori ora è pietra d’angolo.
pietra angolare - testata d'angolo 
Rendete grazie al Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre. È meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nell’uomo.
È meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nei potenti. RIT

Ti rendo grazie, perché mi hai risposto, perché sei stato la mia salvezza. La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo. Questo è stato fatto dal Signore: una meraviglia ai nostri occhi. RIT
Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Vi benediciamo dalla casa del Signore. Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie, sei il mio Dio e ti esalto. Rendete grazie al Signore, perché è buono, perché il suo amore è per sempre. RIT

SECONDA LETTURA

trasfigurazione 
1 Gv 3,1-2 – Dalla prima lettera di San Giovanni apostolo
Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.
Io sono il buon pastore, dice il Signore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.
Alleluia.

VANGELO

Gv 10, 11-18 – Dal Vangelo secondo Giovanni
pastoreIn quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà l
a propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

COMMENTO

Il buon pastore offre la vita per le sue pecore.
pastore pecora perdutaGesù si propone come il buon Pastore. Sùbito ci appare una bella icona. Suggerisce aperte campagne con pascoli rigogliosi in un ambiente  
invitante. Tutto in un clima rilassante. Il contatto con la natura propone una simbiosi che allarga lo spirito. Le pecore sono al sicuro, proprio perché c’è il pastore, il buon pastore, che vigila costantemente. Gesù prende molto spesso spunto dalla natura per fornire delle immagini che vanno però ben oltre la realtà che Egli richiama. Il buon pastore di Gesù dona la sua vita per le sue pecore. È un gesto generoso, di vero e puro amore; significa donazione completa. Gesù, però non è mai banale nelle sue affermazioni; pone sempre una questione che va oltre. Richiede da noi molta attenzione. Il Buon Pastore dona la sua vita non semplicemente come gesto supremo di amore. Gesù proclama la sua divinità quando dice che Lui stesso ha il potere di offrire la sua vita, per poi riprenderla. Gesù è l’autore della vita; lui è la Vita stessa. È una dichiarazione ma anche un annuncio e una profezia sul suo Mistero Pasquale.
pastore portaLa sua Passione e Resurrezione non sono allora eventi tragici ed ineluttabili di una missione impossibile. Non è lo scontrarsi nella realtà terrena di un piano divino. Non è un infrangersi di una missione preparata da tempo. Il Mistero Pasquale appartiene alla logica di Dio non alla logica dell’uomo. È donazione completa che essendo divina è  
condivisa dal Padre, come Donatore e dal Figlio, come Donato nello Spirito. È un mistero profondo che è trinitario e che non trova sbavature tra il comando del Padre e l’obbedienza del Figlio; due realtà che coincidono. Non c’è abbandono, non c’è dimenticanza nella Croce; anzi nel silenzio del Padre è presente tutta l’opera Trinitaria. Gesù si proclama vero Dio con l’immagine del Pastore. Non è un Dio nascosto e lontano; le sue pecore conoscono la sua voce. Gesù china la divinità all’uomo per comunicare questo amore infinito; custodisce, difende le sue pecore. Parla loro con amore, infonde fiducia e coraggio. La sua voce è rassicurante; le pecore quando sentono la voce amica del Buon pastore sanno che ormai possono essere tranquille. Gesù si mostra vicino agli uomini; si proclama vero Dio e vero uomo, proprio perché in Lui albergano veri sentimenti umani. Ascoltiamo la sua voce, accettiamo questo Dono di infinito amore per metterci accanto a Lui nella Morte e Resurrezione. Sentiamoci veramente sicuri e protetti dalla sua Guida, che ama per l’eternità. (Preparato dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire)

PREGHIERA DELLA SERA

il Signore è il mio pastore 

O Padre, che in Cristo tuo Figlio ci hai offerto il modello del vero Pastore che dà la vita per il suo gregge, fà che ascoltiamo sempre la sua voce e camminiamo lietamente sulle sue orme nella via della verità e dell’amore. In cambio Ti affidiamo tutta la nostra vita, in un’incondizionato atto di amore per la salvezza di tutte le anime, in particolar modo di quelle a noi più care. Amen

sabato 25 aprile 2015

SAN MARCO EVANGELISTA

evangelista (i sec.)25 Aprile
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Cosa si sa dell’evangelista Marco? Era il segretario di San Pietro oppure il suo nemico? Quando venne scritto e a chi era indirizzato il suo Vangelo? Fu veramente martirizzato e che fine hanno fatto le sue spoglie?
Cosa si sa dell’evangelista Marco? Era il segretario di San Pietro oppure il suo nemico? Quando venne scritto e a chi era indirizzato il suo Vangelo? Fu veramente martirizzato e che fine hanno fatto le sue spoglie?
Nulla di certo si conosce riguardo alla vita di San Marco, autore del secondo Vangelo sinotticoÈ addirittura possibile che il compilatore di questo Vangelo non portasse questo nome; non vi è, infatti, alcun riferimento all’autore all’interno del testo (a differenza, per esempio, delle lettere di S. Paolo) e nessun accenno al suo nome nei primi scritti cristiani. Lo storico Eusebio, alla fine del III secolo, riferisce che Papia, nel II secolo, riteneva che Marco fosse stato “interprete” di S. Pietro e avesse trascritto accuratamente tutto ciò che l’apostolo ricordava. Appoggiandosi su tale fragile base, la tradizione ha considerato ogni accenno a una persona di nome Marco nel Nuovo Testamento come riferimento all’evangelista. Si è, quindi, ritenuto che fosse figlio della padrona della casa nella quale si riunivano i discepoli (At 12, 12), e anche compagno di S. Paolo e di S. Pietro (At 13,5 e 1 Pt 5, 13). Questo missionario si chiamava in effetti Giovanni Marco ed era cugino di Barnaba, ma non godeva la stima di Paolo, poiché aveva abbandonato i due evangelizzatori durante il primo viaggio (At 13,13,15,37-39); si presume, però, che vi sia stata in seguito una riconciliazione e troviamo Marco a Roma vicino a Paolo imprigionato (Col 4,10).
4bronzino-san-marcoNon è però sicuro se il Giovanni Marco degli Atti, il Marco delle Lettere di Paolo e il «mio figlio Marco» della Prima Lettera di Pietro siano la stessa persona che ha scritto il Vangelo. Questo nome era molto comune all’epoca, sia nella forma latina sia in quella greca. D’altro canto sarebbe difficile comprendere perché dovrebbe essere stato attribuito uno scritto a un personaggio sconosciuto: nessun vantaggio poteva aversi da un tale pseudonimo e quindi è sensato mantenere per l’autore del secondo Vangelo il nome di Marco.
La tradizione ha anche identificato l’evangelista con il giovane che scappò via nudo durante l’arresto di Gesù (Me 14, 51-52), ma non vi sono prove a sostegno. Allo stesso autore, inoltre, è stata attribuita la Passione apocrifa di S. Barnaba (11 giù.), mentre una serie di Atti apocrifi, non attendibili, ne descrive il martirio che sarebbe avvenuto ad Alessandria durante il regno dell’imperatore Nerone. Una tradizione ancora più tarda lo vuole tra i settantadue discepoli inviati da Gesù, sebbene Papia asserisca che Marco non sia mai stato discepolo di Gesù né lo abbia mai ascoltato personalmente.
san marco evangelistaIl testo del Vangelo ci permette di dire qualcosa sul suo autore.  Il quale, ad esempio, commette alcuni errori riguardo alla geografia della Palestina (ad esempio, mette Sidone a sud di Tiro al versetto 7,31) di cui non sarebbe nativo, come provato anche dalla sua padronanza del greco. Il fatto che egli traduca parole e frasi dall’aramaico (ad esempio in 5, 41; 15, 34) e spieghi le abitudini giudaiche (7, 24) sembra indicare che stia scrivendo per un pubblico non palestinese, o, almeno, non ebreo. Secondo la tradizione l’opera fu composta in Italia, probabilmente a Roma, dove l’autore si trovava con S. Pietro. Esiste però anche una testimonianza del II secolo secondo cui il Vangelo fu scritto ad Alessandria dove, stando a Eusebio, Marco era giunto dopo avere lasciato Roma e ne era divenuto il primo vescovo. La lingua del Vangelo è la koinè greca, la lingua franca delle terre del Mediterraneo orientale. È difficile essere precisi riguardo alla data di stesura; in gran parte il problema è connesso alla dibattuta questione dell’ordine dei tre Vangeli sinottici (cioè Matteo, Marco e Luca).
L’esame dell’ordine tradizionale è stato oggetto di una progressiva attenzione dal XIX secolo in avanti; oggi l’opinione accettata tra gli studiosi è che per primo fu scritto il Vangelo di san Marco e fu usato in maniera molto simile a quello di san Matteo (21 set.) e san Luca (18 ott.). Vi è stata recentemente, però, una sorta di ritorno alla visione tradizionale anche se resta più sicuro al momento sostenere la precedenza di Marco e datare il suo Vangelo intorno agli anni 65-70.
La prima data vale se si accetta la vicinanza di Marco a Pietro a Roma, la seconda, invece, se il Vangelo fu scritto ad Alessandria prima della distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70 d.C. Fino a poco tempo fa, la struttura e l’insegnamento del Vangelo di Marco sono stati considerati molto semplici, se non semplicistici. Si descriveva l’opera come una narrazione continua e lo schema degli eventi era paragonato a quello fornito dai discorsi di Pietro e Paolo riportati negli Atti. Ciò si collegava alla tradizione sopracitata secondo cui Marco accompagnò Paolo nei sui viaggi missionari e fu interprete o segretario di Pietro.
4san-marco-evangelista1
Secondo questa lettura San Marco intendeva semplicemente offrire ai lettori una cronaca lineare della vita e della morte di Gesù, così come l’aveva ricevuta dagli apostoli. Si riteneva di conseguenza che il lettore giungesse più vicino alla figura storica di Gesù in questa narrazione che in quelle più teologicamente sofisticate e rimaneggiate degli altri evangelisti.
San Marco era considerato un narratore vivace e un cronista fedele, ma nulla di più, e anche la sua padronanza del greco era ritenuta limitata e insoddisfacente. In anni recenti, però, qualcosa di molto simile a una rivoluzione è avvenuto per quanto concerne lo studio del Vangelo di san Marco e ne è risultato un ritratto dell’autore completamente diverso: un redattore creativo operante sui racconti orali (e, forse, anche scritti) che circolavano nelle prime comunità cristiane sulla vita di Gesù. L’opera letteraria è tutt’altro che semplice e ha, piuttosto, un intento tanto teologico quanto quelli di Matteo e Luca.
LA FESTA DI SAN MARCO IN ARGENTANO
4san-marco-evangelistaPer quale ragione, dunque, san Marco scrisse il suo Vangelo? E importante notare che egli dedica un terzo della narrazione a una singola settimana della vita di Gesù, l’ultima settimana passata a Gerusalemme e che culmina nella passione, morte e resurrezione. E’ indubbio perciò che ogni altro aspetto della narrazione va letto alla luce di quella settimana. Se, ad esempio. San Marco descrive Gesù come operatore di miracoli (3, 10; 6, 56), questo potere deve essere visto nel contesto dell’apparente fallimento della croce; i maghi girovaghi erano comuni all’epoca e Gesù non deve essere confuso con uno di loro. Non deve essere nemmeno scambiato con i filosofi peregrinanti del tempo; Gesù ha pronunciato parole di sapienza e non vi è dubbio che i suoi detti e le sue parabole circolassero tra i primi cristiani, ma, anche in questo caso, la sua sapienza può essere compresa soltanto nel contesto della follia della morte.
San Marco esplicitamente afferma che non solo Gesù deve soffrire; in 8, 34-37 avvisa i discepoli che dovranno sopportare la persecuzione e nonostante ciò continuare a riconoscere Gesù pubblicamente come maestro. Gli studiosi hanno indicato che la persecuzione era già iniziata quando San Marco si accinse a scrivere il suo Vangelo ed è per questo che egli riteneva necessario avvertire i cristiani che dovevano aspettarsi questo piuttosto che la «teologia della gloria» di Paolo (Achtemeier).
È per questo motivo, forse, che San Marco descrive Gesù che dichiara ai discepoli che neanche lui conosce l’ora del suo ritorno glorioso per la fondazione del Regno (13, 32): non avrebbero dovuto scoraggiarsi essi e i loro discepoli quando il periodo di sofferenze e la terribile caduta di Gerusalemme non sarebbero state seguite dalla seconda venuta. Lo scopo principale di san Marco, in conclusione, era quello di usare il proprio Vangelo per introdurre i fatti e i detti sulla vita di Gesù, che già circolavano in varie versioni, nell’unico contesto che dava loro significato e di rendere così evidente ai suoi lettori che la sofferenza era la caratteristica essenziale della vita del loro maestro e, quindi, anche della loro.
Questa interpretazione può forse aiutare a spiegare un’altra caratteristica della narrazione di San Marco, e cioè il modo in cui sottolinea l’incapacità dei discepoli a comprendere  l’insegnamento del maestro. In varie occasioni Gesù li rimprovera per questo (7, 18; 8, 17; 8, 29-33) e si lamenta per la loro mancanza di fede (5, 35-41; 6, 45-52). Essi non riuscivano a comprendere appunto quando prediceva che avrebbe dovuto soffrire e morire (8, 31-9, 9; 9, 30-31; 10, 32-45) e lo abbandonarono quando le sofferenze iniziarono (14,50). L’atteggiamento critico di Marco rispetto ai discepoli contrasta, però, con il modo in cui sono elogiati all’inizio del Vangelo per avere seguito Gesù prontamente (1, 16-20) e con gli encomi ricevuti per la prima missione di insegnamento (6, 30-31).
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E in contrasto anche con la descrizione di chi crede a Gesù sin dal primo incontro o lo onora nel modo a lui consono: il padre del fanciullo epilettico (9, 18), il cieco Bartimeo (10, 46-52) e la donna di Betania (14, 3-9). Forse San Marco intende mettere in evidenza che una prima accettazione di Gesù, con i suoi miracoli e insegnamenti sapienti, non è difficile mentre un’accettazione duratura, con l’idea di sofferenza che implica, richiede un impegno assolutamente più profondo?
Un altro aspetto della narrazione di Marco è l’importanza data alla domanda di coloro che incontrano Gesù e chiedono chi egli sia. Gli scribi chiedono: «Come può dire queste cose? […] Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?» (2, 7); i discepoli si interrogano: «Chi è dunque costui?» (4, 41); i sommi sacerdoti e gli scribi vogliono sapere quale autorità egli abbia per compiere certe cose (11, 28); il sommo sacerdote gli chiede apertamente: «Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto? » (14, 61). Nuovamente, chi fosse è reso manifestato dalla sua sofferenza e dalla sua morte: mentre egli pendeva dalla croce il centurione disse: «Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!» (15, 39).
Il ritratto complessivo di Gesù nel racconto di San Marco è quello di una persona da un potere eccezionale, che agisce talvolta come solo Dio può agire (per esempio rimettendo i peccati in 2, 1-12 e dicendo di essere signore del sabato in 2, 28), richiedendo e ricevendo obbedienza (per esempio riguardo ai preparativi per l’entrata a Gerusalemme e la cena della Pasqua in 11, 1-6 e 14, 13-16) e insegnando con un’autorità che non si può discutere (12, 34); egli opera prodigi come gli antichi profeti (6, 15) ma persino «il vento e il mare gli obbediscono» (4, 41).
Egli non è interessato alla cronologia di ciò che Gesù fece o disse, anzi nella sua narrazione compaiono numerose incongruenze e persino contraddizioni nel tentativo di assemblare un itinerario preciso per i viaggi di Gesù (si vedano le due traversate del mare in 4, 35 e 5, 21) o una sequenza temporale di ciò che Gesù fece in un momento particolare (tutti gli avvenimenti tra 4, 35 e 6, 2 sembrano essere accaduti in due ore).
Forse è proprio a causa della sua abilità che si ritenne per tanto tempo che egli avesse semplicemente raccontato la sequenza gli avvenimenti. Utilizza, infatti, una successione di frasi brevi e precise e introduce il tipo di dettagli che un narratore userebbe a voce: «Venuta la sera, dopo il tramonto del sole» (1, 32), «al mattino […] quando era ancora buio» (1,35), Gesù era addormentato con la testa «sul cuscino» (4, 38), la testa di Giovanni Battista fu portata «su un vassoio» (6, 28).
Per assicurarsi che i lettori comprendessero l’importanza di alcuni passaggi San Marco utilizza anche la tecnica di riportare gli avvenimenti tre volte: ci sono tre importanti profezie della passione (8, 31-33; 9, 30-32; 10, 32-34), Gesù visita tre volte gli apostoli che dormono nel giardino del Getsemani (14, 32-42), S. Pietro rinnega il Signore tre volte (14, 66-72), il sommo sacerdote lo accusa tre volte di fronte al Sinedrio (14, 60-64), infine Pilato cerca di liberare Gesù tre volte (15, 6-15). Mediante l’utilizzo di questi artifici narrativi, San Marco raduna assieme le varie versioni che circolavano nella prima comunità cristiana, di cui lui stesso faceva parte, e «le assembla in una narrazione che egli identifica con «Il Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio» (1,1)».
 

Sia la Chiesa orientale sia quella occidentale venerano San Marco come martire a partire almeno dal IV secolo. Fuori Alessandria si trovava un santuario in cui si diceva fosse seppellito il suo corpo, salvato dalle fiamme da alcuni cristiani, e che era diventato luogo di pellegrinaggio già nel V secolo. Il culto principale si sviluppò però a Venezia, dove le sue reliquie furono portate da due mercanti all’inizio del IX secolo per evitare che fossero profanate dagli arabi.
Il conseguente sviluppo del culto non fu continuo se non dopo l’anno 1000, divenne dapprima ufficiale nella città di Venezia e poi sempre più diffuso via via che la Repubblica prosperava; il simbolo dell’evangelista, un leone alato, divenne anche quello della città. Altri luoghi reclamarono parti del suo corpo, tra cui Roma e Clairvaux in Francia, mentre Reichenau sul lago di Costanza dichiara, a quanto risulta non senza giustificazione storica, di conservarlo integralmente dopo una traslazione avvenuta nell’anno 890 da Venezia.
Oltre a essere il patrono di Venezia, San Marco è patrono d’Egitto e dei notai, dei canestrai, dei vetrai e degli ottici; inoltre nel 1951 Pio X II lo nominò formalmente patrono degli allevatori di bestiame spagnoli, poiché questi erano fortemente devoti a lui da lungo tempo. 
È INVOCATO: - contro la scabbia – come protettore di calzolai, conciatori, farmacisti, interpreti, notai, fabbricanti e commercianti di occhiali, fabbricanti di panieri e canestri, pittori, segretari, vetrai, allevatori di bestiame

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venerdì 24 aprile 2015

Letture,preghiere, commento e Santo del giorno 24 Aprile 2014

24 aprile 2015

III Settimana del Tempo di Pasqua

 bonaria light

NOSTRA SIGNORA DI BONARIA

PATRONA DELLA SARDEGNA e PROTETTRICE DI TUTTI I NAVIGANTI e INTERNAUTI – SUPPLICA ALLA MADONNA DI BONARIA (da recitarsi il 25 marzo, il 24 aprile e la prima domenica di luglio)

S. Benedetto Menni 

SAN BENEDETTO MENNI

fondatore (1841-1914) 24 Aprile – Ispirato da una devozione intensa al Sacro Cuore e alla Madonna sotto il titolo di Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù, scrisse: «Dobbiamo diffidare di noi stessi, avere fiducia in Gesù e gettarci tra le sue braccia», poiché, diceva spesso, «noi nulla siamo e nulla possiamo fare senza l’aiuto di Dio».
L’Agnello immolato è degno ricevere potenza e ricchezza e sapienza e forza e onore. Alleluia.

PREGHIERA DEL MATTINO

Dio onnipotente, che ci hai dato la grazia di conoscere il lieto annunzio della risurrezione, fà che rinasciamo a vita nuova per la forza del Tuo Spirito di amore. Amen

PRIMA LETTURA

At 9, 1-20 – Dagli Atti degli Apostoli
paolo-Conversione_di_San_Paolo_Odescalchi_In quei giorni, Sàulo, spirando ancora minacce e stragi contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damàsco, al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme tutti quelli che avesse trovato, uomini e donne, appartenenti a questa Via. E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damàsco, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e, cadendo a terra, udì una voce che gli diceva: «Sàulo, Sàulo, perché mi perséguiti?». Rispose: «Chi sei, o Signore?». Ed egli: «Io sono Gesù, che tu perséguiti! Ma tu àlzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare». Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce, ma non vedendo nessuno. Sàulo allora si alzò da terra, ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damàsco. Per tre giorni rimase cieco e non prese né cibo né bevanda. C’era a Damàsco un discepolo di nome Ananìa. Il Signore in una visione gli disse: «Ananìa!». Rispose: «Eccomi, Signore!». E il Signore a lui: «Su, va’ nella strada chiamata Diritta e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Sàulo, di Tarso; ecco, sta pregando, e ha visto in visione un uomo, di nome Ananìa, venire a imporgli le mani perché recuperasse la vista».
paolo 4Rispose Ananìa: «Signore, riguardo a quest’uomo ho udito da molti quanto male ha fatto ai tuoi fedeli a Gerusalemme. Inoltre, qui egli ha l’autorizzazione dei capi dei sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome». Ma il Signore gli disse: «Va’, perché egli è lo strumento che ho scelto per me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli d’Israele; e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome». Allora Ananìa andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: «Sàulo, fratello, mi ha mandato a te il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada che percorrevi, perché tu riacquisti la vista e sia colmato di Spirito Santo». E subito gli caddero dagli occhi come delle squame e recuperò la vista. Si alzò e venne battezzato, poi prese cibo e le forze gli ritornarono.
Rimase alcuni giorni insieme ai discepoli che erano a Damàsco, e subito nelle sinagoghe annunciava che Gesù è il Figlio di Dio.
sinagoghe proclamava Gesù Figlio di Dio.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal.116libro3 (2)
RIT: Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.
Genti tutte, lodate il Signore, popoli tutti, cantate la sua lode. RIT
Perché forte è il suo amore per noi e la fedeltà del Signore dura per sempre. RIT

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui, dice il Signore.
Alleluia.

VANGELO

Gv 6, 52-59 – Dal Vangelo secondo Giovanni
eucarestia16In quel tempo, i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

COMMENTO

Chi sei o Signore?
Siamo sempre liberi di scegliere, ma anche il Signore è libero di proporsi in modo forte e decisivo quando il cuore si indurisce. Non possiamo riconoscerlo subito se non comprendiamo più la Misericordia, se il linguaggio dell’amore diventa per noi indecifrabile, ma… ardiamo dal desiderio di sapere chi è che ci avvolge di calda luce e ci attrae così fortemente. Per soddisfare questa conoscenza dobbiamo accettare di essere presi per mano perché è davvero difficile eucaristia2vedere nella sofferenza in cui vive un cuore irrigidito. Ci viene chiesto di attendere nella fede pregando incessantemente in un dialogo intimo e vivo con il Risorto che ci è vicino come ha promesso. Così vicino che, accostandoci alla mensa possiamo vederlo e mangiarlo, assimilarlo ed essere assimilati da lui per un meraviglioso mistero di fusione tra finito e infinito. Sant’Efrem dice: Ha trasferito “il genere umano nella casa della vita” perché “chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me ed io in lui”. Allora sei la mia casa, o Signore, in Te amo rientrare quando l’affanno consuma la pace, quando la stanchezza affievolisce il passo, ma anche quando le tue creature mi danno gioia e il mio cuore si dilata in un mondo nel quale è stata vinta la morte. Per la tua Risurrezione, o Cristo, gioiscono i cieli e la terra; è l’inevitabile canto di lode della natura redenta dal tuo sangue che è donata e si dona in un circolo infinito di amore… “Venite, offriamo il nostro amore come sacrificio grande e universale, eleviamo cantici solenni e rivolgiamo preghiere a colui che offrì la sua croce in sacrificio a Dio per rendere ricchi tutti noi del suo inestimabile tesoro”. (Preparato dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire)

PREGHIERA DELLA SERA

paolo - la_conversione_di_san_paolo 
Gesù, Tu Ti sei manifestato a Paolo come il Signore perseguitato nei fratelli credenti, per inculcarci il senso del corpo mistico, per questo in una preghiera universale Ti chiediamo: salvaci Signore.  In cambio Ti affidiamo, le gioie e le fatiche, le rinunce e gli atti di carità che siamo riusciti a fare in questo giorno e Ti ringraziamo con tutto il cuore per tutto quello che fai per noi e ci dai ogni giorno. O Dio ineffabile nei Tuoi disegni, che trasformi i persecutori in apostoli, suscita nella Chiesa una rinnovata testimonianza di fede eroica, perchè, come dalla morte di Stefano scaturì la conversione di Paolo, così dal seme dei nuovi martiri rifiorisca oggi una vita cristiana autentica. Per Cristo nostro Signore. Amen.

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giovedì 23 aprile 2015

Letture, commento, preghiere, Santo del giorno di Giovedì 23 Aprile 2015

23 aprile 2015

III Settimana del Tempo di Pasqua

MADONNA DI SVETA GORA

sveta gora

NOVA GORICA (SLOVENIA) – PRIMAVERA 1539 – La Madonna apparve alla pastorella Uršula Ferligoj di Gargaro nella primavera del 1539. Durante gli scavi per la costruzione della chiesa venne rinvenuta una pietra con incise le parole dell’angelo a Maria Vergine al momento dell’Assunzione.  La storia delle apparizioni e della basilica dell’Assunzione della Vergine del Monte Santo.

SAN GIORGIO

san giorgio3 
martire (ca. 303) 23 aprile – Santo cavaliere che come nelle più belle favole arriva al momento giusto per salvare la principessa e sconfiggere il drago. Ma quanto c’è di storico in tutto ciò che si dice di questo santo tanto amato dagli inglesi? La storia, la video-storia e l’inno.
Cantiamo al Signore: è grande la sua gloria. Mia forza e mio canto è il Signore, egli è stato la mia salvezza. Alleluia.

PREGHIERA DEL MATTINO

O Dio, che in questi giorni pasquali ci hai rivelato la grandezza del Ttuo amore, fà che accogliamo pienamente il Tuo dono, perché, liberi da ogni errore, aderiamo sempre più alla Tua parola di verità. Amen

PRIMA LETTURA

At 8, 26-40 – Dagli Atti degli Apostoli
San filippo battezza l'eunuco della regina CandaceIn quei giorni, un angelo del Signore parlò a Filippo e disse: «Àlzati e va’ verso il mezzogiorno, sulla strada che scende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta». Egli si alzò e si mise in cammino, quand’ecco un Etíope, eunùco, funzionario di Candàce, regina di Etiòpia, 
 amministratore di tutti i suoi tesori, che era venuto per il culto a Gerusalemme, stava ritornando, seduto sul suo carro, e leggeva il profeta Isaìa. Disse allora lo Spirito a Filippo: «Va’ avanti e accòstati a quel carro». Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaìa, gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?». Egli rispose: «E come potrei capire, se nessuno mi guida?». E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui. Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo:”Come una pecora egli fu condotto al macello e come un agnello senza voce innanzi a chi lo tosa, così egli non apre la sua bocca. Nella sua umiliazione il giudizio gli è stato negato, la sua discendenza chi potrà descriverla? Poiché è stata recisa dalla terra la sua vita”. Rivolgendosi a Filippo, l’eunùco disse: «Ti prego, di quale persona il profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro?». Filippo, prendendo la parola e partendo da quel passo della Scrittura, annunciò a lui Gesù. Proseguendo lungo la strada, giunsero dove c’era dell’acqua e l’eunùco disse: «Ecco, qui c’è dell’acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?». Fece fermare il carro e scesero tutti e due nell’acqua, Filippo e l’eunùco, ed egli lo battezzò.
Quando risalirono dall’acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l’eunùco non lo vide più; e, pieno di gioia, proseguiva la sua strada. Filippo invece si trovò ad Azoto ed evangelizzava tutte le città che attraversava, finché giunse a Cesarèa.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal.65
RIT: Acclamate Dio, voi tutti della terra.
acqua etiope
Filippo e l’Etiope
Popoli, benedite il nostro Dio, fate risuonare la voce della sua lode;
è lui che ci mantiene fra i viventi e non ha lasciato vacillare i nostri piedi. RIT

Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio, e narrerò quanto per me ha fatto. A lui gridai con la mia bocca, lo esaltai con la mia lingua. RIT
Sia benedetto Dio, che non ha respinto la mia preghiera, non mi ha negato la sua misericordia. RIT

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.
Alleluia.

VANGELO

Gv 6, 44-51 – Dal Vangelo secondo Giovanni
SEUCARISTIA-2 pane di vita 

In quel tempo, disse Gesù alla folla: «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

eucarestia6 

COMMENTO

Cristo ha dato la salvezza a tutti i popoli.
I giorni pasquali hanno rivelato la grandezza dell’amore, che li ha suscitati: Cristo è morto ed è risorto a motivo della sua carità per gli uomini. Egli è il dono che il Padre ci ha fatto. Nella colletta della messa di oggi chiediamo di accogliere pienamente questo dono, così da essere intimamente sciolti dalla relazione con il male e di aderire non solo con l’intenzione e il proposito ma con la vita alla parola di Dio, che è Gesù stesso. Chi crede riceve Cristo, Pane vivo disceso dal cielo, riceve la sua carne data in sacrificio per la vita del mondo e quindi riceve la vita che preserva dalla morte. Riceviamo con fede l’Eucaristia. È la fede la prima condizione per prendere parte alla mensa del Signore, per stabilire un’intimità con Gesù il cui mistero è quello di essere il Figlio di Dio, inviato dal Padre. (Preparato dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire)

PREGHIERA DELLA SERA

eucarestia (2) 

O Padre, che continui ad attrarre al Tuo Figlio coloro che si lascino ammaestrare direttamente da Te e dalla tua Parola, fà che nessun ostacolo c’impedisca di partecipare pienamente al dono di comunione eucaristica offerto per la vita del mondo.In cambio Ti affidiamo, le gioie e le fatiche, le rinunce e gli atti di carità che siamo riusciti a fare in questo giorno e Ti ringraziamo con tutto il cuore per tutto quello fai per noi e ci dai ogni giorno. Amen.

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mercoledì 22 aprile 2015

Letture, commento, preghiere, Santo del giorno di Mercoledì 22 Aprile 2015

22 aprile 2015

III Settimana del Tempo di Pasqua

MADONNA DELLO SPLENDORE

 madonna_splendore2

Giulianova (TE) 22 aprile 1557 – La Madonna a Giulianova mette alla prova un povero contadino, ma la sua fede e perseveranza donerà tante grazie e tra queste la possibilità di vedere la Santa Vergine dello Splendore. La storia delle apparizioni e del santuario.

madonna avvocata2 

IL PIANTO DELLA MADONNA AVVOCATA

Domenica 22 aprile 2012 alle ore 20.45,  presso il santuario dell’Avvocatella a Cava de’ Tirreni la statua della Madonna Avvocata ha iniziato a lacrimare

San Teodoro il Siceota

4San Teodoro il Siceota 
Vescovo esorcista(613) 22 aprile – Sua madre e sua zia gestivano un albergo che fungeva anche da postribolo, fino a quando arrivò un cuoco tanto bravo nell’attrarre i clienti che le donne non ebbero più bisogno di guadagnare il denaro prostituendosi e fu proprio questo cuoco che portò san Teodoro al cristianesimo. La storia.
“Della tua lode sia piena la mia bocca, perché io possa cantare; esulteranno, a te cantando, le mie labbra. Alleluia.”

PREGHIERA DEL MATTINO

Assisti, o Dio nostro Padre, questa Tua famiglia raccolta in preghiera: Tu che ci hai dato la grazia della fede, donaci di aver parte all’eredità eterna per la risurrezione del Cristo Tuo Figlio e nostro Signore. Amen

PRIMA LETTURA

At 8, 1-8 – Dagli Atti degli Apostoli
filippo (2)In quel giorno scoppiò una violenta persecuzione contro la Chiesa di Gerusalemme; tutti, ad eccezione degli apostoli, si dispersero nelle regioni della Giudea e della Samarìa. Uomini pii seppellirono Stefano e fecero un grande lutto per lui. Sàulo intanto cercava di distruggere la Chiesa: entrava nelle case, prendeva uomini e donne e li faceva mettere in carcere.
Quelli però che si erano dispersi andarono di luogo in luogo, annunciando la Parola.
Filippo, sceso in una città della Samarìa, predicava loro il Cristo. E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti. E vi fu grande gioia in quella città.
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio

SALMO RESPONSORIALE

Sal.65
lode (3) 
RIT: Acclamate Dio, voi tutti della terra.
Acclamate Dio, voi tutti della terra, cantate la gloria del suo nome, dategli gloria con la lode. Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere!». RIT
«A te si prostri tutta la terra, a te canti inni, canti al tuo nome». Venite e vedete le opere di Dio, terribile nel suo agire sugli uomini. RIT
Egli cambiò il mare in terraferma; passarono a piedi il fiume: per questo in lui esultiamo di gioia. Con la sua forza dòmina in eterno. RIT

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna, dice il Signore, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
Alleluia.

VANGELO

Gv 6, 35-40 – Dal Vangelo secondo Giovanni
cristo-pane-vitaIn quel tempo, disse Gesù alla folla: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai! Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete. Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

COMMENTO

 Ne’ fame, ne’ sete…
ultima cena_ridotta“Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; colui che viene a me, non lo respingerò…”. Il Signore, buon pastore, non può respingere le sue pecore che, disperse per i pascoli, sono richiamate ad entrare nell’unico ovile che protegge e rassicura… Il Signore, pane di vita, non può sottrarsi alla mensa alla quale accorriamo affamati… se anche siamo scomposti e maldestri, abbiamo in noi la grazia della fede, dono che sostiene la nostra preghiera, che ci fa comprendere che il Signore è seduto accanto a noi, per volontà del Padre e per suo desiderio ardente. Lo Spirito ci comunica queste verità, ci conduce come Chiesa attraverso situazioni che non possono trovarci silenti e privi di bene: come vera famiglia radicata in Cristo siamo chiamati ad andare di paese in paese per diffondere la sua parola, a prostrarci cantando inni al Signore, ad esortare per vedere e lodare insieme il suo mirabile agire sugli uomini. Siamo eredi di una forza di amore e di donazione che ci rende vivi; “Dio ci ha salvati mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito santo, effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna”.
SEUCARISTIA-2 pane di vitaTutto è divenuto prezioso per il dono che Cristo ha fatto di sé, e tutto possiamo rendere prezioso se anche noi ci doniamo come carne
che si consuma per nutrire la Chiesa
. Vi fu grande gioia nell’ascoltare la voce dello Spirito e ancora oggi può esserci se rispondiamo ai richiami che ci invitano a superare il nostro limite, se, come i discepoli di un tempo, vediamo il Signore che colma il cuore di gioia. Dio Padre ci ha consegnato a Cristo che con il suo braccio legato al nostro, ci strattona nella corsa sulla pista della croce; … “questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell’ultimo giorno”. (Preparato dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire)

PREGHIERA DELLA SERA

risurrezione10Gesù, Tu ci inviti a fare l’esperienza della fede come visione, cioè come esperienza di vita eterna. Ti chiediamo aiutarci a seguirti con gioia e di guidarci alla Tua conoscenza, o Signore. In cambio Ti affidiamo, le gioie e le fatiche, le rinunce e gli atti di carità che siamo riusciti a fare in questo giorno e Ti ringraziamo con tutto il cuore per tutto quello fai per noi e ci dai ogni giorno. O Padre misericordioso, che sazi col pane della vita eterna coloro che attrai per affidarli al Cristo; rendici degni di vedere il Tuo Figlio perchè, credendo in lui, abbiamo parte alla risurrezione finale. Per Cristo nostro Signore. Amen.








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